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Lingua Armena

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Curiosità della lingua Armena:

• L'armeno appartiene alla famiglia delle lingue indoeuropee e di solito lo mettono in un gruppo da parte.

• Circa 7 milioni di persone in tutto in mondo parlano l'armeno. Sono prevalentemente gli abitanti della Repubblica Armena, nonche la numerosa diaspora armena. La lingua armena e diffusa sul territorio dell'Armenia, della Georgia, della Russia, della Turchia ed in alcuni paesi dell'Occidente.

• Nella famiglia delle lingue indoeuropee, l'armeno e una lingua in cui la scrittura e apparsa in tempi antichi. Nel sistema grammaticale dell'armeno ci sono sette casi di declinazione, due numeri, qualche tipo di declinazione dei nomi, quattro tipi di coniugazione verbale e nove tempi.

• L’armeno è una lingua flessiva: comprende pertanto declinazioni e coniugazioni. La struttura della frase, con gli articoli posti dopo il nome e il verbo generalmente alla fine, può rivelarsi inizialmente ostica allo studente neofita; a compensare tali ostacoli però, manca il genere grammaticale e l’accento cade sempre sull’ultima sillaba.

• La lingua armena ha potuto sopravvivere fino ad oggi grazie all’alfabeto creato dal vardapet (ieromonaco) Mesrop Mashtots nel 405 d.C. A differenza di altri alfabeti le cui origini rimangono oscure o vaghe, l’alfabeto armeno ha una data di nascita precisa e un suo inventore ufficiale, Mesrop. Santo per gli armeni, che lo festeggiano ben due volte all’anno, era un predicatore che, peregrinando di villaggio in villaggio, si era reso conto che la massa dei fedeli cui si rivolgeva non era in grado di comprendere il messaggio delle Sacre Scritture espresso in greco o siriaco. Aveva pertanto intuito quanto fosse importante poter tradurre i testi sacri, la Bibbia per prima, in armeno e renderli in tal modo intelligibili al popolo.

• La nascita dell’alfabeto è tradizionalmente riferita come un miracolo, attraverso le parole di Koriun, discepolo di Mesrop, che narra: vide non un sogno nel sonno, né una visione nella veglia, ma nel laboratorio del suo cuore una mano destra che, apparendo agli occhi dell’anima, tracciava le lettere su una pietra. E la pietra riceveva su di sé i segni così come la neve accoglie le impronte.” Ne è risultato un insieme di 36 lettere: 7 vocali e 29 consonanti. A ciascuna lettera corrisponde un fonema. Successivamente, nel XII sec. le lettere sono divenute 38. Tale alfabeto, perfettamente adatto alla fonologia dell’armeno, è giunto intatto fino ai giorni nostri. Inoltre, rappresentando una gamma di suoni molto vasta, si adatta in modo straordinario alla traslitterazione di vocaboli e nomi stranieri.

• Gli armeni tutt’oggi amano molto il proprio alfabeto. Ne vanno orgogliosi. Le lettere armene, di per sé già così armoniose nella forma, appaiono incise nel legno e nella pietra, tessute nei tappeti, ricamate, dipinte, e dal segno iniziale dipartono uccelli, rami fioriti e quanto la fantasia dell’artista e dell’artigiano suggerisce.

Curiosita:

• Ogni anno la chiesa armena festeggia con solennita la memoria del Concilio dei sacri traduttori, sottolineando in tale modo i loro meriti nella formazione della cultura nazionale.

• L'armeno e l'unica lingua nel mondo in cui la denominazione della Bibbia ha un rapporto letterale diretto al Dio. La «Bibbia» in armeno suona come «Astvazashunch» che significa letteralmente «Respiro Divino».